Vanno avanti gli scavi alla Casa del Jazz a Roma con le indagini sul giudice Adinolfi e Emanuela Orlandi. Cosa filtra.
Sono ripresi gli scavi alla Casa del Jazz a Roma per le ricerche legate ai casi del giudice Adinolfi e quello di Emanuela Orlandi. In queste ore sono arrivate delle novità confermate anche dal fratello della giovane scomparsa nel giugno del 1983, Pietro. Pare che le autorità siano arrivate ad aprire la cantina visionando il suo interno.

Emanuela Orlandi, le novità dalla Casa del Jazz
Con la ripresa degli scavi alla Casa del Jazz a Roma ci si attendono possibili novità. Le autorità sono riuscite a penetrare la zona che riguarda le indagini sul caso del giudice Adinolfi ma anche di Emanuela Orlandi. In questo senso, come confermato anche da Pietro Orlandi, fratello della ragazza scomparsa nel 1983, “sono riusciti a entrare in questa cantina e l’hanno visionata”.
Pietro Orlandi a LaPresse ha aggiunto: “Ora vogliono ovviamente proseguire. Ci sono dei punti pericolanti ed è necessario metterli in sicurezza. C’è questa volontà di non lasciare l’ennesimo dubbio, vogliono andare a fondo”.
Gli scavi proseguono alla ricerca della verità
Sempre il fratello di Emanuela ha aggiunto: “Ho parlato con il prefetto stamattina, si è messo a disposizione e vuole andare avanti ed è una cosa positiva. Visto che le procure non se ne occupano, vuole andare fino in fondo e sta facendo le cose come devono essere fatte”. Pietro ha sottolineato come con il prefetto “non abbiamo parlato di Emanuela o del giudice Paolo Adinolfi ma abbiamo parlato della situazione attuale per cercare di capire se c’è qualcosa oppure no” nella cantina ma “ovviamente parlando con me sapeva che stava parlando con il fratello di Emanuela”.
Lo stesso Pietro ha tenuto a precisare come “tutti questi lavori sono partiti con la questione di Adinolfi ma il nome di Emanuela è emerso in tantissime volte. […] Questa villa è stata venduta nel marzo dell’83, pochi mesi prima che scomparisse Emanuela e per parecchi mesi non è stata abitata da nessuno quindi era nella totale disponibilità di De Pedis”, ha aggiunto ancora Orlandi. Sull’edificio c’è chi pensa possano trovarsi i resti del giudice Adinolfi e di Emanuela Orlandi ma anche chi ha ipotizzato come possano trovarsi armi o la refurtiva sottratta al Tribunale di Roma nel 1999.